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SENTINA PORTO LIVORNO

IL "SANTA GIULIA" E' OPERATIVO NEL NOSTRO PORTO

Porto di Livorno

Febbraio 2017 - Come promesso, dopo pochi giorni dall'arrivo dai cantieri DAMEN il nostro SANTA GIULIA, con il suo equipaggio ha cominciato la sua operatività nel Porto di Livorno. Buon lavoro!!!

LA NOSTRA FLOTTA...CRESCE!

Triplo ordine da Fratelli Neri per Damen. I tre rimorchiatori (uno dei quali per Labromare) saranno consegnati già a novembre e andranno a operare a Livorno.

 

A pochi giorni di distanza dall’ordine ricevuto da Rimorchiatori Augusta, Damen ha incassato un’altra importante commessa da parte di un operatore italiano, la livornese Fratelli Neri.

La società ha commissionato al cantiere olandese tre unità - un ASD Tug 2913, uno Stan Tug 1606 e uno Stan Launch 1305, tutte destinate a essere impiegate per operazioni all’interno e nei pressi del porto di Livorno. Il valore dell’operazione non è stato rivelato.

I tre mezzi (l’ultimo dei quali destinato a Labromare, controllata dalla società livornese al 50% con Tripmare) saranno consegnati già nel novembre di quest’anno, e andranno a fare compagnia agli altri rimorchiatori ‘firmati Damen’ che la società ha acquistato nei mesi scorsi, ovvero il Luisa Neri, newbuilding realizzata su modello ASD 3212, ricevuta nel febbraio di quest’anno e già operante e Livorno,  e i due Stan tugs 2608 di seconda mano rilevati tramite Damen Trading.

Questo al momento lo stato dei tre mezzi appena ordinati, tutti già in fase di costruzione avanzata vista l’impostazione di Damen di costruire on speculation: il rimorchiatore portuale ASD 2913, con capaictà di tiro a punto fisso di 80 tonnellate, attualmente sta ricevendo nello stabilimento di Galati, in Romania, le necessarie modifiche per la conformità ai requisiti della bandiera italiana. Il mezzo, che sarà dotato di sistemi FiFi1 e di Oil recovery, è stato scelto perché in grado di garantire sia potenza sia compattezza e manovrabilità, spiega il cantiere. Lo Stan Tug 1606, ancora più adatto a operare vie di navigazione limitate, sarà invece utilizzato per operazioni lungo le coste e nei pressi del porto di Livorno. Anch’esso sarà sottoposto agli adeguamenti necessari per  al conformità alla bandiera italiana, nel suo caso nel cantiere olandese di Gorinchem, in Olanda. Chiude il terzetto lo Stan Launch 1305, anch’esso nello stabilimento di Gorinchem, che come detto verrà consegnato a Labromare e utilizzato per offrire servizi di tutela ambientale in Italia. ( CLICCA QUI PER I DETTAGLI http://products.damen.com/en/ranges/stan-launch/stan-launch-1305 )

Soddisfatto Piero Neri, che si è detto lieto per l’eccellente cooperazione stabilita gli staff di Fratelli Neri e Damen, “che hanno lavorato insieme come un unico team”. Andrea Trevisan, Sales Manager del gruppo cantieristico per il Nord, Ovest e Sud Europa, ha invece voluto sottolineare la capacità di Damen di costruire on stock e quindi di poter consegnare “navi personalizzate e di alta qualità in un lasso di tempo più breve rispetto a quello che sarebbe conseguente alla firma di un ordine per una nuova costruzione”.

http://www.ship2shore.it/it/shipping/triplo-ordine-da-fratelli-neri-per-damen_61883.htm

labromare nuova sede

LIVORNO, 18 NOVEMBRE 2015

LIVORNO, 18 NOVEMBRE 2015

 

VIA DELL'ARTIGIANATO 69, 57122 LIVORNO...QUESTO DA OGGI È IL NOSTRO NUOVO INDIRIZZO DI SEDE LEGALE!

FINALMENTE ABBIAMO IL NOSTRO NUOVO QUARTIERGENERALE! ABBIAMO CONCLUSO LE OPERAZIONI DI TRASFERIMENTO DA VIA QUAGLIERINI IN MENO DI UNA SETTIMANA, E AD OGGI POSSIAMO DIRCI "OPERATIVI" PRESSO I NUOVI LOCALI!

INVITIAMO COLLABORATORI, CLIENTI E FORNITORI A VENIRCI A TROVARE PER UN GRADITISSIMO SALUTO!

GRAZIE A TUTTI COLORO CHE CON GRANDE IMPEGNO HANNO CONTRIBUITO ALLO SPOSTAMENTO IN TEMPI DA RECORD ! GRAZIE!

SALUTI A TUTTI!

trattamento amianto

LIVORNO, OTTOBRE 2015

LIVORNO, OTTOBRE 2015

 

ULTIMISSIMI GIORNI DI LAVORO PRESSO LA NUOVA SEDE DI VIA DELL'ARTIGIANATO! 

VI AGGIORNEREMO NEI PROSSIMI GIORNI, CON LA COMUNICAZIONE DELLA DATA PER LA FESTA D'INAUGURAZIONE. 

BUON LAVORO A TUTTI QUELLI CHE CI SEGUONO!

LIVORNO, AGOSTO 2015

LIVORNO, AGOSTO 2015

 

CONTINUANO COME DA PERFETTO PROGRAMMA I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE PER IL NUOVO HEADQUARTERS, NUOVA SEDE LEGALE LABROMARE. DAL MESE DI MARZO 2015 I LAVORI DELL'IMPRESA HTTP://WWW.TOMMASINICOSTRUZIONI.IT/ STANNO EVOLVENDOSI NEL MIGLIORE DEI MODI, GARANTENDOCI IL TRASFERIMENTO ENTRO LA FINE DEL 2015. NELLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK SI POSSONO VISUALIZZARE LE IMMAGINI DELL'AVANZAMENTO LAVORI HTTPS://WWW.FACEBOOK.COM/MEDIA/SET/?SET=A.1148611805155391.1073741835.582812315068679&TYPE=3. SALUTI A TUTTI E BUONE FERIE!

LIVORNO, 23 APRILE 2015

LIVORNO, 23 APRILE 2015

 

COME CONSUETUDINE SIAMO PRESENTI CON IL NOSTRO STAND ISTITUZIONALE PRESSO IL VILLAGGIO FIERISTICO TUTTOVELA IN OCCASIONE DEL 32° TROFEO ACCADEMIA NAVALE. SAREMO FINO AL 3 MAGGIO TUTTI I GIORNI DALLE ORE 11:00 FINO ALLE ORE 20:00. VI ASPETTIAMO!

LIVORNO, 9 DICEMBRE 2014

LIVORNO, 9 DICEMBRE 2014

 

Oggi è ormai il terzo giorno di duro lavoro per le nostre squadre di tecnici impegnati dalla mattina di Sabato per la salvaguardia dell'ambiente circostante le acque dello Scolmatore, tra Pontedera e Stagno, in segutio allo sversamente di una notevole quantità di gasolio dall'oleodotto Livorno-Calenzano in zona Gello. Di seguito gli approfondimenti de IL TIRRENO, che potrete trovare anche a questo link http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2014/12/07/news/fiume-di-gasolio-nello-scolmatore-oleodotto-bucato-dai-ladri-1.10453553

"Fiume" di gasolio nello Scolmatore: oleodotto bucato dai ladri

Bucano l'oleodotto per un tentativo di furto: maxi-sversamento di gasolio che finisce nello Scolmatore e arriva fino al mare, 35 chilometri più a ovest. La Labromare in azione con Castalia e gruppo Neri con una serie di sbarramenti di panne per fermare l'inquinamento choc di Mauro Zucchelli

STAGNO. Il buco nell'oleodotto Eni fra la raffineria di Stagno (Livorno) e i depositi di Calenzano (Firenze) l'avevano fatto per rubare gasolio. Non si sa se c'erano già riusciti o se quello sia stato il primo tentativo, fatto che nei giorni scorsi qualcosa è andato storto e, dalla conduttura a pressione interrata a una profondità di oltre due metri, ha cominciato a schizzar fuori una macchia oleosa diventata sempre più enorme. Talmente enorme che, per una concatenazione di sfortunati eventi, è finita nello Scolmatore ed è arrivata addirittura in mare – ben 35 chilometri più in là – fra il porto di Livorno e la sabbia del Calambrone.

Colpa del fatto che, per il gioco delle pendenze del terreno, il gasolio fuoriscito è finito prima sotto il cavalcavia della superstrada e poi nelle acque dello Scolmatore: il deflusso verso mare lo ha portato fino a Stagno e oltre. È qui che la Labromare – la ditta livornese anti-inquinamento incaricata dall'Eni di bloccare lo sversamento, in tandem con Castalia e il gruppo Neri – ha attestato una delle principali "trincee" per fermare gli effetti di uno sversamento di dimensioni ancora imprecisate ma sicuramente eccezionali.

«Siamo stati allertati la sera di venerdì 5 – dice Eugenio Fiore, direttore di Labromare – e siamo intervenuti subito là dov'era stato scoperto il buco nell'oleodotto. Ma la fuoriuscita era ormai così grande che nel giro di poche ore il gasolio finito nello Scolmatore, galleggiando sull'acqua, era arrivato già all'altezza del ponte dell'Aurelia a Stagno. Abbiamo provato a bloccarlo mettendo uno sbarramento di panne assorbenti ma in poco tempo è emerso che non era sufficiente: l'abbiamo sostituito con panne fisse di maggior consistenza. Poi siamo intervenuti con un gommone, mezzi auto-spurghi e un'attrezzatura mobile di "disc-oil" che serve a recuperare sostanze sversate che galleggiano sull'acqua e vengono aspirate nella cisterna».

Ma questo è solo uno degli sbarramenti: un battello anti-inquinamento – confermano dal quartier generale di Labromare – è stato posizionato all'altezza del ponte mobile in zona Darsena Toscana e, «su richiesta della Capitaneria di porto», un altro è stato posto in mare alla foce dello Scolmatore per impedire conseguenze sugli ambienti marini. Un ulteriore sbarramento di galleggianti è statomesso al ponte di Lavoria mentre la conduttura bucata è stata “incamiciata” per fermare la fuoriuscita di gasolio. Un tour de force che ha schierato 18 addetti, che aumenteranno ancora - dice il direttore Fiore - visto che c'è da ripulire dal gasolio le canalette che corrono lungo la strada sterrata sotto la quale è interrato l'oleodotto. Con i camion verranno portate via le terre inquinate, adesso saranno impiegati a Stagno altri mezzi per accelerare il disinquinamento, oltre ai tre autospurghi, ai due mezzi di pronto intervento e al mezzo speciale già impegnati per affrontare questa emergenza.

«Ero venerdì 5 a pescare nella zona del ponte girante in zona Darsena Toscana – dice Antoine Milos, pratese – e sono stato colpito da esalazioni terribili: roba che faceva una schiuma marrone. Sono chimico, vi dico che non era solo gasolio, c’era anche qualcos’altro: faceva male agli occhi e al respiro, come la puntura di tanti aghi. Terribile, davvero. Non era solo gasolio perché non si mostrava come una chiazza oleosa bensì come lo sbrilluccichìo di uno specchio in frantumi.Ho fatto un sacco di telefonate per avvertire dell’emergenza ma nessuno mi ha dato ascolto».

L’allarme era stato dato nel pomeriggio di venerdì tra l'area industriale di Gello (Pontedera) e quella di Latignano (Cascina): era stato l’odore di gasolio a richiamare l’attenzione di vigili del fuoco di Cascina, vigili urbani di Pontedera e del Corpo Forestale. . Va detto che, commentando la prima notizia pubblicata dal Tirreno.it venerdì 5,  il lettore Luciano Panicucci aveva segnalato che già la sera prima, cioè quella di giovedì 4, l'odore di gasolio «si sentiva già a Lavoria, nei pressi dell' ingresso della Fi-Pi-Li». E aggiunge di aver iniziato a percepirlo mentre «stavo andando a Cascina» al punto da essersi fermato «pensando che avessi una perdita alla mia vettura». Sono al lavoro anche i carabinieri della compagnia di Pontedera per le indagini su questa vicenda.

LIVORNO 04.12.2014

LIVORNO 04.12.2014

 

In queste ore le nostre squadre d'emergenza antinquinamento sono impegnate  a tutela delle acque del Porto di Livorno per una fuoriuscita accidentale di idrocarburi. 

L'intervento si stà svolgendo nei rami interni del Porto industriale con un notevole spiegamento di forze: battelli via mare dotati di Disc-Oil per recupero idracarburi, Autospurghi da banchina mediante Skimmer, il tutto coordinato dai nostri tecnici.

Eventuali aggiornamenti di rilievo a breve.

LIVORNO 07.10.2014

LIVORNO 07.10.2014

 

Il gruppo Neri allarga il suo raggio d'azione, entra in Labromare e per certi versi si compra un altro segmento di porto. L'acquisizione è stata perfezionata in estate, ma i protagonisti, con la riservatezza che contraddistingue da sempre la famiglia Neri, hanno preferito non dare troppo risalto all’operazione.

Tuttavia l’ingresso nella società fondata 45 anni fa da Amerigo Cafferata e diventata leader a livello internazionale nel campo delle bonifiche in ambiente marino, è di quelli rilevanti. Perché riporta a Livorno la governance dell'azienda, i cui bracci operativo e legale sono sempre rimasti in città, ma il cui quartier generale dal 2002 era stato trasferito a Trieste, nella sede di Tripnavi Spa, gruppo specializzato negli investimenti e nella costruzione degli impianti portuali di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi. E infatti la rivoluzione ai vertici societari ha portato alla nomina di Corrado Neri come nuovo amministratore delegato, accanto al triestino Alberto Cattaruzza, presidente del consiglio d’amministrazione.

Ma la notizia è rilevante anche nel risiko delle banchine e più in generale dell’indotto portuale livornese: perché per il gruppo Neri si tratta di un ampliamento ulteriore del raggio d’azione, avvenuto nella stessa estate - per l’esattezza 20 giorni dopo - in cui si è registrata l’ascesa al 50% in Sintermar, il terminal che per una vita è stato il salotto buono del porto e in cui fino al 14 giugno i D’Alesio, i Fremura e appunto i Neri sedevano democraticamente al 33% ciascuno.

Il nuovo assetto societario di Labromare ora vede Tripnavi al 50% e Fratelli Neri proprietario dell'altrà metà di una torta che vale 7.5 milioni di euro.

Tra l’altro, proprio all’interno del gruppo triestino ci sono state di recente grandi manovre che hanno portato la società genovese Rimorchiatori Riuniti ad acquisire il 50% del capitale della ravennate Gesmar, a sua volta proprietaria al 50% di Tripnavi (l’altro 50% è di Ocean Srl della famiglia Cattaruzza).

Proprio la presenza dei rimorchiatori genovesi, evidenzia Corrado Neri, garantisce «una perfetta integrazione anche dal punto di vista umano» nella gestione della società.

«Conosciamo bene i precedenti proprietari e siamo sicuri che con loro si creerà una sinergia e una comunione d’intenti decisamente positiva», aggiunge il nuovo ad della società.

Da anni Neri e Labromare lavorano fianco a fianco nelle principali emergenze ambientali nel Mediterraneo, ultime in ordine di tempo - per restare nelle acque toscane - quelle legate ai 198 fusti tossici caduti al largo della Gorgona dall’Eurocargo Venezia e la tragedia della Concordia.

E sia Neri che Labromare, tra l’altro, sono soci del consorzio Castalia, che racchiude i principali armatori italiani e che per conto del ministero dell’ambiente presidia con oltre 40 navi le coste della penisola.

Per i Neri insomma l’acquisizione è stata dal punto di vista imprenditoriale quasi un passo naturale in un’ottica di ampliamento del business dell’antinquinamento marino. Che in particolare permetterà al principale gruppo marittimo livornese di estendersi alle attività di stoccaggio (proprie di Labromare) e alle bonifiche costiere. Ma l’operazione è decisamente importante anche sul fronte Labromare, perché l’entrata dei Neri rappresenta garanzia di ulteriore sviluppo e una sicurezza non da poco per i 134 dipendenti.

«Per noi quella di Labromare rappresenta un’attività complementare e non alternativa - conferma Corrado Neri -. Riteniamo che da questa sinergia possano nascere forti possibilità di sviluppo e che la società si potrà ricollocare sul mercato con maggiore interesse».

Da IL TIRRENO

22.06.2014 ARBATAX. Un peschereccio di circa 25 metri, in disarmo da tempo, è affondato, ieri mattina, intorno alle ore 11,30 nella banchina di ponente (banchina industriale) del porto, dove era ormeggiato. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del locale distaccamento permanente e gli uomini dell’Ufficio circondariale marittimo-Guardia costiera Arbatax, al comando del tenente di vascello Rocco Landi. Il peschereccio affondato – è in corso un’inchiesta della Guardia costiera per accertarne le cause e le responsabilità, ma potrebbe anche trattarsi di problemi a una o più delle rese a mare – è l’”Orsera”, che fa capo a una società di Arbatax. L’allarme è stato dato un cittadino che passava nella banchina industriale al comando provinciale dei vigili del fuoco, che l’ha girato alla sala operativa dell’Ufficio circondariale marittimo. Il tenente di vascello Landi ha immediatamente inviato sul posto la squadra Noip (Nucleo pronto intervento in porto). I pompieri hanno anche utilizzato le loro pompe, ma il peschereccio aveva imbarcato troppa acqua ed è andato a fondo. Il Circomare ha intrapreso le misure necessarie a contenere la lieve fuoriuscita di gasolio, sollecitando l’intervento del battello disinquinante Eco Elba dela Cstalia Ecolmar, che ha posizionato delle panne galleggianti per contenere il combustibile uoriuscito ed evitarne così lo spargimento in porto. L’Eco Elba ha anche attivato uno “skimmer” per assorbire il quantitativo di idrocarburi fuoiriuscito dal peschereccio di 25 metri.

Fonte: La NuovaSardegna

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28/04/2014 - La moglie Rosanna De Raffaele ed i figli Claudia ed Andrea Cafferata ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al lutto per la perdita del Caro Amerigo.

25/04/2014 - Con infinita gratitudine ci uniamo al dolore della famiglia per la perdita del caro AMERIGO CAFFERATA, per tutti noi il COMMENDATORE.

LIVORNO 26.04.2014. Per un malore improvviso era stato ricoverato in rianimazione poco prima di Pasqua, e ieri sera il suo cuore si è fermato per sempre: se n’è andato così l’imprenditore Amerigo Cafferata. Abitava a Nugola, avrebbe compiuto 76 anni a novembre.

Il suo nome resta legato a filo doppio alla storia della Labromare, l’azienda che si occupa di interventi anti-inquinamento. L’aveva fondata lui nel ’69, quasi mezzo secolo fa: addirittura sette anni prima che arrivasse la prima legge anti-inquinamento, anch’essa legata all’intuizione di un livornese, Gianfranco Merli.

Della società che ha il quartier generale in via Quaglierini e una dozzina di anni fa era stata rilevata dal gruppo triestino Tripnavi, era rimasto ancora adesso presidente del consiglio d’amministrazione e anche responsabile tecnico: segno d’una stima conquistata nella trincea quotidiana del lavoro.

Agli inizi l’attività dell’azienda di Cafferata aveva focalizzato l’attenzione sulle azioni contro i rischi di inquinamento del mare e del porto di Livorno. Ma di lì a non molto il raggio di azione si estende: da un lato, verso terra, con l’acquisizione di mezzi per occuparsi di bonifiche ambientali nel settore industriale; dall’altro, moltiplicando in ambito portuale il ventaglio dell’offerta di servizi fino a includere l'antincendio, la pulizia delle banchine ma anche degli specchi acquei portuali. La crescita guidata da Cafferata porta la Labromare a essere all’inizio degli anni ’80 la prima società che nel nostro Paese può contare su un impianto di trattamento dei rifiuti solidi portuali (al quale seguiranno, nel decennio scorso, l'impianto di trattamento delle acque di sentina e poi quello per trattare e smaltire i rifiuti solidi.

Il Natale ’97 aveva portato sotto l’albero la nomina del Quirinale come grand’ufficiale al merito della Repubblica (su proposta della presidenza del consiglio) e qualche anno più tardi gli era stata affidata – dal ’99 al 2002 – la presidenza del Propeller Club, l’associazione che raccoglie gli esponenti che nelle imprese e nelle professioni si occupano di attività marittimo-portuali.

L’ultimo fiore all’occhiello in ordine di tempo è stata la collaborazione alle operazioni post-naufragio per impedire che il disastro della Costa Concordia si trasformasse in una apocalisse ambientale per l’isola del Giglio. È stata la Labromare a smaltire le oltre 300 tonnellate di olio combustibile e di gasolio.

La famiglia Cafferata è molto conosciuta in città: il fratello Oscar è stato a lungo presidente e punto di riferimento della Società volontaria soccorso. Amerigo Cafferata lascia la moglie Rosanna De Raffaele e i figli Andrea e Claudia. La sua scomparsa ha scosso il mondo del porto: anche dai lavoratori Labromare sono arrivati messaggi di cordoglio. I familiari invitano quanti lo hanno stimato a devolvere una somma a iniziative benefiche presenti nella nostra città, a cominciare dalle Cure palliative. Ancora non è dato sapere quando si svolgeranno i funerali per dargli l’ultimo abbraccio.

Da Il Tirreno del 26/04/2014

Giornata Orientagiovani e PMI Day. I giovani in azienda per parlare del futuro

Il Gruppo Giovani Imprenditori e il Comitato Piccola Industria di Confindustria Livorno promuovono il rapporto fra mondo delle imprese e mondo della scuola, organizzando una duplice sinergica iniziativa “Orientagiovani” e “PMI Day” 2013 nei giorni 14 e 15 novembre.

Questa iniziativa coinvolgerà 600 studenti delle classi III, IV e V degli Istituti scolastici superiori di tutta la Provincia, confermando sul territorio il ruolo-guida di Confindustria Livorno per l’orientamento del futuro capitale umano alla cultura dell’imprenditorialità e del lavoro produttivo. Il progetto del Gruppo Giovani Imprenditori, dal titolo “Informatica, tecnologie e scienze: possibili professioni del futuro a Livorno”, che culminerà con l’Orientagiovani il prossimo 14 novembre, ha come obiettivo di implementare la conoscenza delle imprese tecnologicamente avanzate localizzate sul territorio, oltre che di tutte le imprese portatrici di know how innovativi, rispettose dell’ambiente e della sicurezza, in quanto possibili sbocchi occupazionali nell’ambito delle professioni tecnico – scientifiche, per giovani qualificati e consapevoli delle proprie scelte, propensioni e possibilità.

Una prima fase ha previsto l’incontro fra studenti e imprenditori e le visite aziendali, in cui si sono affrontati gli aspetti della tecnologia e dell’innovazione specifici in ciascun processo aziendale, con una attenzione particolare ai temi della sicurezza e dell’ambiente.

“In quanto Imprenditori che operano sul territorio – ha sottolineato il Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Saverio Evangelista – è nostro dovere mettere a disposizione e conoscenza delle future generazioni le opportunità e gli sbocchi lavorativi che la nostra zona offre attraverso il dialogo con le scuole. Credo che sia un’ottima possibilità per i giovani per veicolare al meglio le loro scelte future.”

Numerose aziende hanno inoltre aderito con entusiasmo al PMI Day, accogliendo le scuole nella giornata nazionale delle Piccole e Medie Imprese, il 15 novembre, per raccontare ai giovani l’impresa e cosa essa ha rappresentato e rappresenta per il nostro territorio.

“Agli studenti e agli insegnanti – afferma Maurizio Bozzi, Vice Presidente di Confindustria Livorno Delegato per la Piccola Industria – apriamo le nostre imprese, portandoli nei luoghi dove il valore della competenza e la cultura del fare danno vita a prodotti e a servizi che rappresentano la forza della nostra economia. Nonostante le difficoltà della crisi queste aziende puntano con determinazione alla crescita, unica via per difendere il lavoro e il futuro delle nuove generazioni. Abbiamo verificato con soddisfazione che la logistica avanzata, così come tutte le attività di eccellenza tecnologica del nostro territorio, hanno riscosso un significativo interesse da parte delle Scuole, che hanno espressamente richiesto di visitare aziende di questi settori: ciò dimostra come il livello di percezione dell’importanza di queste imprese nello sviluppo economico e sociale del territorio, sia molto elevato

 

10/10/2013 : Insieme per l'ambiente: Ocean e Labromare inaugurano il servizio antinquinamento e prevenzione per la SIOT

TRIESTE - Quattro nuove unità, la ”San Giusto”, ”Ocean 1”, ”Ocean 2” e ”Ocean 3”, sono state messe a disposizione da Ocean e Labromare per il servizio antinquinamento e prevenzione del terminal petrolifero della Siot - Società italiana per l’Oleodotto Transalpino. Si tratta di quattro “angeli custodi”, potenti ed efficienti, messi a tutela delle acque e del traffico petrolifero del porto di Trieste. Le unità, equipaggiate con le più avanzate tecnologie, entreranno ufficilamente in servizio il prossimo 21 Ottobre vigilando i pontili e le attività che vi si svolgono. Si inaugurerà così una nuova stagione per la sicurezza marittima a Trieste. La presentazione del servizio e dei mezzi si è svolta ieri mattina, nel corso di un evento aperto alla città, sulle banchine e nei magazzini del Molo IV alla presenza di Michela Cattaruzza, amministratore delegato di Ocean, Niccolò Poggiali, amministratore delegato di Labromare, di Ulrike Andres, presidente e amministratore delegato di Siot e di Eugenio Fiore procuratore Labromare.
Sono intervenuti anche l’ingegner Pascutti del Cantiere Navale Cartubi, e numerosi rappresentanti delle Istituzioni del territorio, tra cui Roberto Cosolini, sindaco di Trieste, Igor Dolenc, vice presidente della Provincia di Trieste, Sara Vito, assessore all’Ambiente della Regione Friuli Venezia Giulia e monsignor Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste.
«Insieme per l’ambiente» è il motto che sancisce la collaborazione tra le società del gruppo Ocean - Labromare e Siot. L’obiettivo primario del servizio, come detto, è quello di tutelare il golfo di Trieste con attività di pattugliamento, monitoraggio, e ”fast response antipollution”.
Al terminale Siot lo scorso anno sono attraccate 409 petroliere che hanno scaricato 35 milioni di tonnellate di petrolio greggio, pari al 75% del traffico marittimo del golfo di Trieste. Nelle previsioni con scadenza Dicembre 2013 c’è un’ ulteriore crescita, con oltre 500 navi e 40 milioni di tonnellate. I nuovi mezzi sono stati costruiti seguendo specifiche caratteristiche sia riguardo alla potenza che alla manovrabilità, e sono stati equipaggiati con le più avanzate tecnologie di prevenzione dell’inquinamento. In particolare, le tre unità gemelle ”Ocean” assisteranno le petroliere durante le fasi di discarica al terminal, mentre la ”San Giusto” sarà in stand by 24 ore su 24, pronta a intervenire in caso di necessità.
Il mezzo più grande, il ”San Giusto”, costruito dal cantiere Navale Cartubi di Trieste, è lungo 28,4 metri e largo 7,5, e stazza 172 tonnellate. E’ provvisto di due motori Caterpillar che sviluppano una potenza totale di 1790 Kw ed un Bollard pull di 27 tons. Le altre tre unità, le gemelle ”Ocean” 1, 2 e 3, costruite dal cantiere Siman di La Spezia, hanno una lunghezza di 17,5 metri per 6 di larghezza, dotate di due motori principali Caterpillar da 450 Kw cadauno capaci di fornire un tiro al palo di 15 tons. Le notazioni di classe sono: tug, supply vessel, oil recovery ship con notazione addizionale automation system.
I mezzi sono dotati di telecamere termografiche per il rapido scoprimento della sostanza inquinante, di sistemi di contenimento per limitare nel più breve tempo possibile il prodotto sversato e di mezzi di bonifica e recupero del prodotto stesso da convogliare poi nelle ampie casse per il suo stoccaggio in sicurezza. Il ”San Giusto” ha una capacità di 130 metri cubi, mentre le tre gemelle hanno una capacità di 36 metri cubi. Le quattro unità inoltre sono equipaggiate con tutte le dotazioni e attrezzature per svolgere le attività recovery-oil in massima efficienza e sicurezza. Gli impianti antincendio prevedono capacità massime di 200 mc/h a prevalenze di 50 m. Le attrezzature sono composte principalmente da 3 skimmer da 150 mc / h, 3 skimmer da 60 mc / h, da più di un chilometro di panne gonfiabili, un chilometro di panne oleo-assorbenti, gru con portate di tre tonnellate a 9 metri, tender munito di sistema di recupero solidi e semisolidi, impianti disperdente, tangoni di addensamento prodotto a movimento laterale, centraline oleodinamiche.
«Operare nel rispetto dell’ambiente, con responsabilità e attenzione per la sicurezza rappresenta da sempre una priorità per la società che investe continuamente nell’innovazione e nelle tecnologie più all’avanguardia» ha affermato Ulrike Andres, presidente di Siot e del Gruppo Tal.
«Un investimento importante, pari a oltre sei milioni di euro, che, in una fase delicata dell’economia, ribadisce l’attenzione alla salvaguardia ambientale e che testimonia la fiducia nella crescita del porto di Trieste come realtà trainante per lo sviluppo della Regione Friuli Venezia Giulia» hanno sottolineato Michela Cattaruzza e Niccolò Poggiali, rispettivamente amministratori delegati di Ocean e di Labromare.

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